SOLO NOI POSSIAMO SALVARE NOI STESSI

Verso il Primo Maggio
Assemblea pubblica 18 aprile @ Baracca Autogestita
PER COSTRUIRE UNA PIAZZA AUTORGANIZZATA PER IL 1° MAGGIO,
CHE DIA IL SENSO ORIGINARIO A QUESTA DATA
E LA SOTTRAGGA ALLA KERMESSE MEDIATICA
Qui il volantino distribuito in occasione di alcuni scioperi nel padovano.

SOLO NOI POSSIAMO SALVARE NOI STESSI

La riforma del mercato del lavoro del Governo Monti ha un indirizzo molto chiaro: la modifica dell’articolo 18 e l’eliminazione quasi totale della reintegrazione, la soppressione della Cassa Integrazione Ordinaria e la sua sostituzione in assegno di disoccupazione (di al massimo 1.119 euro lordi al mese), il potenziamento dell’apprendistato… tutto questo ha la diretta conseguenza direnderci, come lavoratrici e lavoratori, più ricattabili e di diminuire enormemente il nostro potere contrattuale.
Tutto questo perché lo “sviluppo” ha bisogno di investimenti, e questi hanno bisogno di lavoratori docili che si accontentino di paghe magre e di condizioni inumane, necessarie in tempi di crisi per fare profitti.
Questa riforma del mercato del lavoro vuole andare verso la crescita – nel senso di crescita del nostro sfruttamento. Perché al di là che la recessione finisca e riparta il ciclo del benessere di plastica, ciò che i padroni vogliono è che nessuno possa preoccuparsi maggiormente della propria salute della propria idea di quale sia il giusto rapporto tra sé, gli altri e l’ambiente, piuttosto che delle necessità dell’economia.
Va verso una generalizzazione della precarietà, verso l’individualizzazione dei rapporti lavorativi e la fine delle tutele e di quei diritti che costarono la vita e l’impegno di migliaia di lavoratori e compagni.
Ripropone la falsa dignità del lavoro, la falsa libertà del consumo, la falsa ricchezza della competitività.
Se le condizioni di vita peggiorano, se la disoccupazione aumenta, se la recessione continua, sarà facile vedere partiti che sono tagliati fuori dal teatrino della politica, sindacati che perdono posti nei tavoli concertativi agitare proposte di politiche un poco diverse di cui si farebbero carico e discorsi sui nostri interessi a cui verrebbero incontro le loro riforme. Loro però sono gli stessi che hanno giocato al ribasso sulle nostre condizioni di vita .
Vorranno farci credere che nonostante l’impotenza a cui sono condannati da questo sistema, potranno fare qualcosa di più che guadagnar poltrone e spartirsi affari. Noi crediamo sia necessario rispondere con l’autorganizzazione, con forme di coordinamento e di sostegno che non devono passare per le burocrazie sindacali per essere forti. Che non hanno bisogno di indignazione e sdegno verso le storture di questo mondo – ma della consapevolezza del proprio potere, del potere di chi è al centro del luogo in cui la ricchezza viene prodotta e che pretende di aver voce in capitolo per essere padrone della propria vita e costruirne così una più giusta per tutti.

Assemblea dei futuri e presenti lavoratrici e lavoratori nella Baracca Occupata

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