Parlamento in stasi, Governo in marcia… contro il lavoro

L’attuale scenario politico-parlamentare è in evidente situazione di stallo. Tutti i partiti [al di là di piccole scaramucce come il caso Dell’Utri], salvo la Lega che è sicuramente il partito più attivo in questo momento, alla disperata ricerca di ritrovare l’antico “vigore” perduto (basta leggere le ultimissime dichiarazioni di Bossi sul vecchio alleato Berlusconi o sul presunto futuro “omicidio” di Monti, http://www.ilgiornale.it/interni/le_grane _padane_lega_crepa_verona_ milano/12-03-2012/articolo-id=576811-page=0-comments=1) sono sull’attenti. E’ plausibile ritenere che la data di scadenza di questo empasse sarà il 25 marzo.

E’ infatti quella la data indicata da Monti per “chiudere la partita” sulla riforma del lavoro. E’ di oggi la notizia che il Ministero del Lavoro ha trovato due miliardi di Euro per non meglio specificati ammortizzatori sociali: è confermata la sopravvivenza della cassa integrazione ordinaria e anche di quella straordinaria (ma solo per i casi di ristrutturazione aziendale), e questo dovrebbe placare l’animo dei sindacati. Ma solo provvisoriamente. Da domani infatti riprenderanno i negoziati sull’articolo 18 (http://www.repubblica.it/ economia/2012/03/12/ news/due_miliardi_ammortizzatori-31377806/). La proposta del Governo Monti è ormai chiara: l’idea è quella di un articolo 18 per così dire “alla tedesca”, cioè si intende elevare l’indennità a normale sanzione contro il licenziamento illegittimo (ad oggi l’indennità è una alternativa all’effettiva reintegrazione del lavoratore, a cui spetta la scelta fra le due). Quali tipi di licenziamento illegittimo? Secondo la Fornero tutti esclusi i licenziamenti discriminatori, il che significa che riguarderà i licenziamenti ingiustificati e quelli orali.

E la stessa “ministra” si dice ottimistica di trovare su ciò un accordo, anche perché dalle ultime dichiarazioni sembra che anche la “rossa” Cgil in realtà potrebbe arrivare a un compromesso, dietro promessa di evitare altre situazioni spiacevoli circa la rappresentanza sindacale. In altre parole, se la riforma prevedesse una norma che garantisse alla Fiom di mantenere i suoi attuali privilegi rappresentativi (colpiti duramente dagli accordi di Mirafiore e Pomigliano), forse la modifica dell’articolo 18 non sarebbe più un tabù (http://www.corriere.it/economia/12_marzo_12/lavoro-modello-tedesco-per-la-riforma-dell-articolo-18-antonella-baccaro_807b219c-6c15-11e1-bd93-2c78bee53b56.shtml).

In sintesi, lo scenario che si sta delineando, pur ancora suscettibile di rettificazioni e cambiamenti, assume una connotazione davvero inquietante, ma certamente non inaspettata.

Da un lato assistiamo alla spinta del Governo Monti, che sta cercando di rimuovere ogni sacca di resistenza e di ostacolo all’incontrollata espansione dei mercati. Dall’altro, vediamo come chi potrebbe forse cercare di ostacolare questa tendenza (esempio per tutti: la Cgil), sembra più impegnato a difendere alcuni privilegi interni piuttosto che l’interesse di milioni di lavoratori.

Un ringraziamento in particolare a chi ci ha guastato la giornata segnalandoci le banalità di Andrea Ichino e soci. Per chi voglia leggersi integralmente gli articoli di questo esimio “economo-giurista”, secondo cui l’indennità come regola normale sarebbe ottima vista la disomogeneità delle decisioni dei tribunali del lavoro e vista la difficoltà di rinvenire sicuri criteri oggettivi da porre a fondamento della decisione del giudice, vada sul sito http://www.lavoce.info (in particolare qui e qui). Facciamo solo notare che rispondere ad un’incertezza procedimentale o decisionale con una forfetizzazione delle sanzioni non è mai un’idea intelligente, perché crea maggiore incertezza e disparità di trattamento, a danno evidente della parte più debole. Forse Ichino avrebbe dovuto (visto questo suo slancio “giuristico” e il suo amore per un costante richiamo ai grandi principi della Costituzione) rileggersi l’antico broccardo “la giustizia è la costante e perpetua volontà di dare a ciascuno il suo”, che di certo non incentiva la forfetizzazione.

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One Response to Parlamento in stasi, Governo in marcia… contro il lavoro

  1. michele says:

    è necessario cercare di costruire un’opposizione sociale al governo Monti ed ai partiti che lo appoggiano. In caso contrario l’oligarchia politica dominante farà macelleria sociale smantellando i diritti (rimasti) del lavoro e precarizzando l’intera società.

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