A ridosso della sincronizzazione – Ernst Bloch e la storiografia del presente

Il Laboratorio della Baracca organizza il primo di una possibile serie di seminari. L’idea è quella di avere momenti di riflessione in cui compagni intellettuali ci aiutino a riflettere sui fondamenti dei problemi che affrontiamo facendo politica, staccandoci dall’analisi della contingenza e dalla stretta attualità per riuscire a pensare, insieme, il senso delle nostre azioni.

Questo vedrà la relazione del compagno Mauro Farnesi, assegnista di ricerca in filosofia politica presso l’università di Padova, su di un estratto del testo di Ernst Bloch “Eredità del nostro Tempo”.  (martedì 28/2 ore 17 presso la baracca autogestita)

Qui l’estratto: Bloch, Non-contemporaneità

Sotto una descrizione dell’incontro, opera di Mauro stesso.

Con Erbschaft dieser Zeit, scritto e pubblicato a Zurigo nel 1935, Ernst Bloch (Ludwigshafen am Rhein 1885 – Tubinga 1977) compone la testimonianza di un doppio esilio: quello dalla Germania nazista, e quello dall’impotenza staliniana di comprendere quella vicenda. Il carattere inattuale di ciò che in quelle pagine viene pensato è forse il tema principale del libro stesso. Si tratta dei resti, spesso ideologici, di un passato che il nazi-fascismo ha fatto suoi: Bloch non si concentra sul loro carattere ideologico, ma sceglie la via, ben più rischiosa, di tentare, proprio contro la catastrofe incombente, di ridislocarli su di un altro terreno, di salvare dalle macerie frammenti di un eredità anticapitalistica. Bloch guarda alle possibilità inespresse – nascoste – di un epoca, cioè tenta di portare dalla propria parte ciò che rimane dopo il terremoto, un sisma che Mosca sembra non aver voluto vedere.

Bloch si discosta di molto dall’interpretazione del nazi-fascismo avvallata dal così detto marxismo ufficiale dell’epoca, e ciò si riflette nella modalità stessa con cui egli espone le sue tesi. Se si considerano i passaggi dedicati alla dialettica tra Ungleichzeitigkeit (non-contemporaneità) e Gleichzeitigkeit (contemporaneità), fulcro teoretico del libro in cui Bloch sottopone al massimo sforzo la sua analisi filosofica, ci si accorge che negli stessi luoghi lo scritto gioca tutte le sue carte come “intervento politico”. Le due cose sembrano non poter essere considerate separatamente: per tenere insieme questi aspetti nella scrittura – per mostrare l’impossibilità di una loro disgiunzione (anche solo espositiva) – Bloch dà ad Erbschaft dieser Zeit la forma di un esercizio storiografico il cui oggetto è il proprio presente. Il libro vuole intervenire al centro del dibattito della sinistra tedesca, per giungere con essa ad una vera e propria «resa dei conti». Al contempo, esso è un libro sulla storia della Germania tra il 1918 e 1935. Una storiografia, però, del tutto particolare, svolta attraverso il procedimento discorsivo della paratassi. Nell’esposizione blochiana i fatti, le cose, i nomi si susseguono in una concatenazione non immediatamente esplicativa, nella direzione di un accumulo inclusivo e combinatorio. Il presente figurato da Bloch fa risaltare le tensioni e gli scioglimenti della materia sociale (contadini, impiegati proletarizzati, operai), gli arresti nella storia che producono nodosità nell’esperienza. In questo scenario egli instaura un vero «corpo a corpo» con la propaganda nazi-fascista: in palio c’è la possibilità di ereditare il presente: “bottino” che sembra conquistabile solo ponendosi di fronte al proprio tempo non con l’atteggiamento dello storico che decreta l’inizio o la fine di un’epoca, ma con uno sguardo sull’attualità che sa dilatarne i confini e ridislocare altrove gli elementi inattuali in essa ancora presenti.

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