rassegna 21-28 novembre 2011

Il Big Business

Una Germania che prende tempo mentre la barca sta affondando sembra la principale preoccupazione della stampa economica. Soprattutto per il credit crunch che potrebbe seguire all’eventuale crollo dell’Eurozona.
Le misure di austerity non sono mai messe in discussione e sono anzi richieste con sempre più forza, quello che si chiede è un’inizione di liquidità attraverso una riforma della BCE, piuttosto che grazie all’intervento dell’FMI o del Fondo Salva Stati.
Questa impostazione è perfettamente rappresentata da questo articolo del Wall Street Journal che riprende l’appena uscito “Global Economic Outlook” dell’OCSE: “OECD warns on Europe contagion” http://online.wsj.com/article/SB10001424052970203935604577065683401317106.htmlmod=WSJEurope_hpp_LEFTTopStories
vale la pena di dare una letta anche a questa lettera di Charles Wyplosz, presidente dell’International Centre for Monetary and Banking Studies al presidente della Bundesbank http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002686.html
THE ECONOMIST
L’economist dedica la copertina al futuro incerto e dell’Euro e un’ampia analisi mostra la recessione quanto si stia sulla strada della recessione con il rischio di un vicino breaking-point già nei prossimi mesi che farebbe crollare l’Euro e genererebbe un gigantesco credit-crunch. Tutto questo se non si prendono contromisure subito: sul breve periodo un’iniezione di liquidità da parte della BCE e poi una revisione della politica economica europea che andrebbe nella direzione di un progressivo accentramento. In forme che però devono andare bene ai tedeschi.
– “Beware of the Falling Masonry”  http://www.economist.com/node/21540259
– “The sinking Euro”  http://www.economist.com/node/21540244/
IL SOLE 24 ORE
Le soluzioni per salvare l’eurozona continuano ad essere in sostanza quelle del “manifesto per l’Europa”. Unione politica, specialmente nella politica economica, cessione di sovranità, Eurobond, trasformazione della BCE in prestatore di ultima istanza. Quello che è mancato ad un progetto europeo valido ma monco.
http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2011-11-22/salvezza-unione-politica-231805.shtml?uuid=Aa9HJoNE
http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2011-11-26/uneuropa-soft-fara-europa-081417.shtml?uuid=Aa8xTnOE
http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-11-23/nudo-215310.shtml
Il principale ostacolo a queste necessarie riforme è individuato nella politica tedesca
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-11-27/merkel-rovini-europa-kohl-081045.shtml?uuid=AaS9A3OE
Che viene anche attaccata per quello che grazie a questa situazione ci ha guadagnato (ma non era dovuto al fatto che fosse “virtuosa”..?)
http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-11-25/grazie-crisi-debiti-sovrani-142507.shtml?uuid=AaLhyaOE
Interessantissimo questo articoli che tenta di comprenderne le ragioni. L’interpretazione che se ne da è in sostanza che salvare l’Eurozona risulterebbe troppo costoso alla Germania, soprattutto in termini elettorali. Ancora una volta sarebbe quindi il tornaconto personale dei politici a pesare su scelte economiche sbagliate: http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2011-11-26/gioco-pericoloso-merkel-102353.shtml?uuid=Aa6APpOE
Sulla centralizzazione delle decisioni politiche che si prospetta: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-11-27/europa-crisi-euro-182512.shtml?uuid=AapTzBPE  questa centralizzazione potrebbe essere merce di scambio per avere la BCE come prestatore di ultima istanza, come vorrebbe la Francia. Comunque Monti continua a convincere, unico in grado di gestire l’europeizzazione dell’Italia  http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2011-11-28/lorizzonte-europeo-premier-monti-095220.shtml?uuid=Aa5c1KPE anche se deve stare attento al parlamento (a quel poco di mediazioni democratiche che rimangono): http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-11-25/attenzione-parlamento-064609.shtml?uuid=AaBS2ROE  e fare un po’ più in fretta http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2011-11-25/ritardo-casa-223846.shtml?uuid=AaIQkkOE
Gli scenari auspicabili di produrre queste riforme si possono intuire grazie ad alcuni (inquietanti) articoli:
-riguardo la formazione della forza lavoro
Merito, competitività (e inclusione finanziaria) all’Università
http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2011-11-26/niente-retromarce-riforma-gelmini-081444.shtml?uuid=Aa4SUnOE
http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2011-11-26/universita-autofinanzia-081431.shtml?uuid=AaSNUnOE
D’altronde la “società della conoscenza” ci obbliga a formare le eccellenze necessarie per competere nel mercato globale anche con l’idea che molti saranno esclusi. Insomma la solita vecchia forbice tra lavoro dequalificato e iperqualificato è destinata ad allargarsi e questo per la “società della conoscenza”, cioè conoscenza per pochi (sempre che “conoscenza” si possano definire “finanza e servizi alla clientela”). http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2011-11-26/litalia-lavoro-senza-mani-081358.shtml?uuid=Aa2mTnOE
-riguardo gli assetti produttivi
Questo estratto dalla lectio magistralis di De Benedetti (avete capito bene) pure lascia poco all’immaginazione: http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2011-11-24/politica-finanziaria-manca-063923.shtml?uuid=Aapz46NE
-riguardo la previdenza
In numero con le prime pagine tutte dedicate alla riforma delle pensioni, importante questo commento che inquadra la questione all’interno di una crisi che smaschera “l’aver vissuto al di sopra delle proprie possibilità” dell’Europa e impone la fine di iniqui privilegi nel nostro paese http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-11-28/sfide-obbligate-stato-sociale-063722.shtml?uuid=Aa7BYHPE

Repubblica, Corriere, Il Fatto Quotidiano

Durante questa settimana, gli articoli di tema politico-economico (crisi e risposte) dei quotidiani di quest’area, risultano notevolmente migliori rispetto alle settimane passate. Le analisi non sono particolarmente innovative, ma si uniscono al coro di richiesta di un intervento massiccio della BCE sui mercati dei titoli degli stati in difficoltà (anche solo annunciati!), gli strumenti con cui fare ciò sono contraddittori, si va dal cambiare i trattati riguardanti la bce, al finanziamento da parte della bce delle banche private che consentirebbe di allontanare il problema della bassa liquidità che potrebbe tradursi in un problema di solvibilità.  Superati un poco i toni di pura gioia per l’arrivo di Monti (contro cui il fatto si scaglia, senza peraltro portare nessuna critica), la necessità di un intervento rapido convolge tutti in vario modo. Il salvataggio dell’euro attraverso politiche monetarie a breve per poi rivedere con più tempo i trattati e ottenere una politica economica e fiscale omogenea a livello europeo. Interessante l’articolo del fatto, che teme l’apertura della linea di credito del FMI.
CORRIERE
1. Debolezze europee.  Marcello Messori 22 Novembre
[…] Oggi, alla Uem non resta che contrastare la pressione dei mercati mediante la sola istituzione con capacità di intervento potenzialmente illimitata: la Banca centrale europea (Bce). Se la Bce fungesse da «prestatore di ultima istanza» a favore di un Efsf (il fondo salva Stati) trasformato in un’istituzione bancaria e pronto ad acquistare i titoli pubblici dei Paesi membri in difficoltà, la scommessa degli investitori istituzionali rispetto all’euro cambierebbe di segno e diventerebbe positiva.[…]
la Germania e gli altri Paesi «forti» non dispongono di istituzioni europee sufficientemente robuste da controllare gli Stati membri periferici in modo da evitare che i loro passati comportamenti di finanza pubblica «allegra» e di deterioramento della competitività si riproducano nel tempo. […]
2. C’è una sola via d’uscita.  Alesina e Giavazzi 24 Novembre
[…] Bisogna intervenire sugli stock: agire sui flussi non basta più. La Bce può acquistare quantità illimitate di titoli riducendo la volatilità e riportando i rendimenti ai livelli pre-crisi. Non di tutti i Paesi, solo di quelli, come Italia e Spagna, che non sono insolventi. In realtà basterebbe che la Bce annunciasse l’intenzione di stabilizzare i rendimenti a un determinato livello: di acquisti veri e propri ne dovrebbe fare pochi.[…]
Per salvare l’euro occorre estendere i poteri esecutivi dell’Ue alla politica di bilancio, non alle singole misure o al mix fra spesa e imposte, che deve rimanere prerogativa dei parlamenti nazionali, ma ai conti pubblici aggregati: evoluzione del debito e saldi di bilancio. Certo, è una rivoluzione, e ci rendiamo conto che è necessario cambiare i trattati europei, ma a questo punto è la sola via per salvare l’euro e i 60 anni che abbiamo dedicato a costruire l’Europa.[…]
3. Trappole da evitare. Daniela Manca 26 Novembre
[…] I mercati hanno una indubbia capacità segnaletica, soprattutto delle situazioni di difficoltà. E che la nostra lo sia, è innegabile.[…] Non si dimentichi mai però che sui mercati ci sono in azione investitori che hanno come obiettivo quello di guadagnare, di realizzare utili. E che sanno approfittare delle debolezze. […]
L’Italia non è alla bancarotta e può convivere per un po’ di tempo con tassi sopra il 7%: a spiegarlo è stato ieri Jens Weidmann, il presidente della Bundesbank, non certo tenera con noi, il quale ha anche voluto ricordare come prima dell’euro il nostro Paese fosse in grado di pagare interessi ben maggiori.[…]
Vendere in questi momenti è quindi poco saggio. C’è anche chi lancia iniziative contrarie (come il Btp-Day), per dimostrare concretamente la propria fiducia nell’Italia. Fiducia nel fatto che il nostro Paese avrà la forza e la volontà di superare le proprie debolezze: abbiamo un problema di liquidità, non di solvibilità. Ma per risolverlo i segnali da inviare ai mercati dovranno essere chiari, nelle scelte e nei comportamenti.[…]
4. La Bce intervenga con più forza sui mercati. Lucrezia Reichlin 26 Novembre
[…] Questa stabilisce un tasso d’interesse guida uguale per tutti i Paesi, ma la trasmissione tra questo tasso e il costo del credito risulta molto diverso tra di essi: i tassi d’interesse effettivi sono molto più alti in Spagna che in Germania, per esempio. In gergo si dice che il meccanismo di trasmissione della politica monetaria non è omogeneo, cioè la Spagna subisce una politica monetaria che è effettivamente diversa da quella tedesca. […]
Per ragioni di politica monetaria e per adempiere al suo mandato la Bce dovrebbe darsi un obbiettivo quantitativo sugli spread e programmare gli interventi di acquisto di titoli di Stato e le operazioni di liquidità alle banche necessarie per raggiungere questo obbiettivo. L’annuncio di tale obbiettivo avrebbe un effetto rassicurante per i mercati e darebbe lo spazio ai nuovi governi dell’Europa per mettere in atto le riforme strutturali necessarie a navigare verso una rotta più virtuosa nel lungo periodo. Farlo non significa rinnegare il mandato, ma, al contrario, perseguirlo. […]
5.[…]Non ci sarà la patrimoniale finanziaria perché, è convinzione del governo, alla fine i grandi capitali e gli evasori la farebbero franca, il gettito sarebbe minimo e gli svantaggi superiori ai benefici. I patrimoni immobiliari verranno invece colpiti con l’Ici progressiva e la rivalutazione delle rendite catastali[…]
REPUBBLICA
1. Perchè non convengono i titoli a breve. Jc & Associati
Nell’articolo, sulle pagine economiche della repubblica, viene chiarito il rendimento dei titoli a breve confrontato con quelli a lungo termine, con la possibilità di un hircut all’85%. Un articolo che serve agli investitori, ma che può chiarire quali sono le aspettatative (un defaul controllato con un Haircut in cui quindi non sarà ripagato l’intero debito, indistintamente grandi investitori, piccoli e quant’altro)
2. Agenda monti l’ultima chance. Stefano Micossi 21 Novembre (sfuggito la settimana passata, sull”inserto affari&finanza, interessante per la riproposizione della soluzione, Debito Privato -> Debito pubblico del 2008 in vari paesi -non l’italia- che è in fin dei conti responsabile dell’attuale crisi del debito pubblico)
[…]Un aspetto al quale il nuovo governo dovrà prestare urgente attenzione riguarda il rapido deterioramento nelle condizioni del credito all’economia: incombe il rischio di una restrizione severa che potrebbe gettare l’economia in profonda recessione. In sostanza, i mercati dei mutui e dei crediti a termine si stanno chiudendo, per le difficoltà crescenti delle banche nel funding. […]  l’attivazione dell’Efsf per garantire le passività a medio e lungo termine delle nostre banche – secondo gli schemi già sperimentati con successo in molti paesi nel 2008 – riaprendo i canali del funding bancario. Ovviamente, se queste cose s’hanno da fare, vanno fatte in fretta.
3. Nyt: Piano delle banche mondiali per un possibile crollo dell’euro. 26 Novembre
Riporta i timori delle grandi banche internazionali(Merrill Lynch, Barclays Capital,Nomur etc), su un possibilie crollo dell’euro e in contrapposizione la (sconsiderata) sicurezza delle banche europee che nonostante abbiano abbandonato ingenti quantità di titoli di stato negli ultimi mesi, non hanno previsto scenari di crollo della moneta unica.
4. Due Mario italiani per salvare l’euro. Eugenio Scalfari 27 Novembre
[…]La crisi dei debiti sovrani dell’Europa – di tutta l’Europa, Germania compresa – ha provocato una reazione in Inghilterra e in Usa: le banche di quei due Paesi hanno dichiarato che si stanno preparando alla scomparsa dell’euro dal sistema monetario mondiale[…]  Salvare l’Europa spetta a Draghi; che la Germania sia d’accordo oppure no, nessuno può impedirglielo perché la Bce è indipendente dai governi purché resti nei limiti previsti dal suo statuto il quale gli pone il divieto di finanziare i governi ma non di finanziare il sistema bancario europeo a rischio di insolvibilità.[…] Le dimensioni di un salvataggio del genere ammontano almeno a 1.000 miliardi di euro e forse anche di più, ma sbagliano quanti pensano che basti l’annuncio e la garanzia da parte della Bce per ottenere il risultato senza bisogno di scomodare la cassa. Non è così. Il sistema bancario europeo è già in condizioni di scarsa liquidità e un semplice annuncio non basterebbe. La cassa è indispensabile, la Bce dovrà stampare moneta e iniettarla nel sistema bancario perché è questa la preziosa acqua necessaria per estinguere l’incendio. Non la darà ai governi ma alle banche e non già per una settimana ma per due o tre anni, con un duplice obiettivo: assicurarne la solvibilità e rendere possibile il finanziamento delle imprese affinché contrastino la recessione incombente. E qui entrano in scena i pompieri nazionali, cioè i governi, ciascuno responsabile del proprio debito sovrano e della crescita del proprio prodotto interno.[…] per quanto riguarda l’Italia, noi abbiamo una scadenza tra pochi giorni, modesta per tempi normali ma assai scabrosa per l’oggi: un’asta di 5 miliardi di titoli pluriennali. Si potrebbe cancellarla e rinviarla perché il Tesoro può farne a meno, ma sarebbe un pessimo segnale per i mercati. Il rimedio, se si vuole, c’è: la Banca d’Italia, imitando la Bundesbank, potrebbe prendere in parcheggio i titoli in scadenza e collocarli gradualmente sul mercato secondario. Le banche, una volta che la Bce avesse varato il suo programma di prestiti, sottoscriverebbero senza problemi quel ricollocamento come dovranno fare per una buon parte delle aste successive. Questo è il solo modo per trasmettere gli effetti della politica monetaria a sostegno dei debiti sovrani, in attesa che i Trattati siano riveduti, il fisco diventi appannaggio dell’Europa e gli Eurobond siano accettati anche dalla Merkel. Allora intoneremo il “Magnificat” e ne saranno contenti anche i cattolici di Todi e del governo dei tecnici.[…]
IL FATTO QUOTIDIANO
1. Debito fuori controllo, rischio dietro l’angolo. Superbonus (Editorialista del Fatto, dirigente bancario che opera sui mercati dei titoli) 27 Novembbre
[…] Martedì sarà il giorno della verità quando il Tesoro emetterà 8 miliardi di Btp sperando che qualcuno se li compri, una speranza molto labile perché venerdì nessuno voleva acquistare i due miliardi di Ctz con scadenza 2013[…] Da mercoledì in poi ogni giorno sarà quello buono per andare in crisi di liquidità e chiedere con urgenza una linea di credito internazionale. Al Tesoro sperano che sia la Bce a comprare i nostri titoli di Stato stampando tutti gli euro che saranno necessari a coprire la nostra offerta. Ma per il momento questa soluzione non è praticabile: la Germania non ha alcuna intenzione di aumentare la massa monetaria […] tedeschi potrebbero consentire alla Bce di fornire liquidità illimitata al Fondo che a sua volta la presterebbe ai singoli stati con condizioni capestro.[…] Il fondo costringerebbe l’Italia a privatizzare tutte le aziende e le infrastrutture pubbliche oltre che a varare a misure fiscali draconiane che deprimerebbero il paese per i prossimi dieci anni.[…] Gli interventi del Fmi hanno avuto successo solo quando sono stati accompagnati da massicce svalutazioni della moneta del Paese in crisi, non si è mai verificato nella storia il salvataggio di un Paese a cambio fisso. L’euro salirà presto sul banco degli imputati, colpevole di avere un’architettura e una governance arzigogolata e inadatta ai mercati moderni.[…] corso al Fondo monetario senza un dibattito democratico sarebbe, questa si, una sospensione prolungata della democrazia che potrebbe produrre conseguenze irreparabili sulla tenuta sociale del Paese.

I Reazionari

LIBERO
Libero è il quotidiano che più fra i reazionari ha scelto la linea della contrapposizione frontale al governo Monti, sottolineandone la sterilità politica ed affermando che poco o nulla è cambiato in termini di spread ed andamento delle borse . Inoltre continua scannerizzando le vite ed i passati degli “uomini di Monti” , questa volta guardando a Corrado Passera. E’ inoltre feroce con la scelta di Monti di svelare a Sarkozy e Merkel quei piani per il risanamento dell’economia italiana che invece il Parlamento italiano ignora.
Riferisce inoltre di una proposta di Monti di estendere il fenomeno di garanzia statale introdotta da Berlusconi per le Peste alle banche, molto utile visto che nel 2012 scadranno circa 90 miliardi di euro di bot bancari.
COMMENTO: Affiancandosi alla linea editoriale che fino alla settimana scorsa era stata quasi esclusivamente del Foglio, ricerca la “pancia” dell’elettorato pidiellino scegliendo quella linea di “irriducibili” inaugurata da Ferrara.
LINK: libero 22/11 http://www.dedominicis.it/nonsolobanche/?p=880
Libero 22/11 http://www.pressdisplay.com/pressdisplay/it/viewer.aspx
Libero 25/11 http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=72850695
Libero 23/11 http://www.pressdisplay.com/pressdisplay/it/viewer.aspx
IL FOGLIO
non molto rilevante questa settimana. Continuano i deliri di Ferrara sulla fine della democrazia italiana perpetrata da Monti/Napolitano.Folle scimmiottamento di Carl Schimmt fra Ferrara e tale Prof De Marco
LINK: Il Foglio 24/11 www.ilfoglio.it/soloqui/11316
IL GIORNALE
Il Giornale continua qui invece il distacco di ogni forma di confronto diretto con il Governo Monti,mentre è invece serratissima la analisi economica.
LINK: Il Giornale 24/11 http://www.ilgiornale.it/interni/la_caduta_bund_allasta_fanno_fiasko/24-11-2011/articolo-id=558474-page=0-comments=1

Sinistra “Elettorale”

VENDOLA
http://www.sinistraecologialiberta.it/comunicati-stampa/governo-vendola-emergenza-non-e-votare-ma-svuotare-italia-da-fango-ce-la-necessita-di-collocare-al-primo-posto-la-messa-in-sicurezza-del-paesaggio-urbano-e-rurale/
http://www.sinistraecologialiberta.it/comunicati-stampa/governo-vendola-casini-e-inquieto-ma-dopo-emergenza-ognuno-per-sua-strada/
La fiducia internazionale verso il governo Monti sono stati seguiti da una riformulazione della posizione di Vendola nei confronti del suddetto governo. Se all’indomani della caduta di Berlusconi, tutta la “sinistra” euforica aveva rinnovato quelle speranze ammuffite in 20 anni di autoconservazione politica, ora il leader di Sel, ha girato le carte in tavola e velocemente:
1) Non c’è più il tema delle elezioni anticipate:
“In occasione della crisi del governo Berlusconi “io chiedevo le elezioni anticipate, che non sono certo un delitto. Oggi il governo c’e’ questo tema e’ venuto a cadere. L’emergenza ora e’ svuotare l’italia dal fango, mettere al primo posto la lotta per la messa in sicurezza del nostro paesaggio e del nostro territorio. A riguardo Spero di essere stupito dal governo Monti”
2) Simpatie verso il ministro del Welfare Fornero:
Il ministro del Welfare Elsa Fornero, “ha usato toni inconsueti, moderazione su un tema, quello delle pensioni, oggetto di isteria ideologica. Pareva che il grande scandalo dell’Italia fosse il sistema pensionistico e non l’evasione fiscale o la concentrazione della ricchezza nelle aree della rendita e della speculazione. Bene quindi la ministra che ha iniziato ridimensionando la portata del tema. “Speriamo ora, dopo le parole, di assistere a scelte che possano essere non solo di rigore ma di stimolo alla crescita sostenibile e soprattutto scelte di equita’ e di giustizia sociale – ha concluso Vendola – se le scelte del Governo Monti avranno il segno dell’equita’ e della giustizia sociale non manchera’ da parte nostra il consenso”.”
3) Critica a Casini e rifiuto indiretto di grandi alleanze (che precedentemente auspicava con Pd e Idv)
“Vedo sirene che suonano suadenti e la maga Circe della politica italiana, Casini, che evoca una grande coalizione tra Pdl e Pd con i centirsti al centro. E’ sintomo di una inquietudine, della volonta’ di autopromuoversi”. Lo ha detto, al Tg3, Nichi Vendola parlando delle future prospettive dell’alleanza di centrosinistra.
“La democrazia non e’ minacciata dalla contesa di idee -ha aggiunto il leader di Sel-. Non bisogna avere paura, dopo l’emergenza si puo’ andare a votare ognuno per la sua strada”.
Di fronte alla definizione del governo italiano in termini di maggiore stabilità e fiducia politica e internazionale Vendola mette in atto la nuova comportamento quasi accomodante da una parte, e riguardevole per nuove affrettate alleanze.
FERRERO
http://www.liberazione.it/news-file/Paolo-Ferrero—Le-politichje-dettate-dalla-Merkel-sono-cattive-.htm Accanisce e centralizza il nemico in Bce e Merkel, dice che “finirà male”, poiché le politiche della Merkel sono cattive e quelle che si presentano oggi sono recessive.
«La politica a livello europeo, sotto la dettatura della Merkel, e i primi annunci di Monti, che delineano una continuità con il governo Berlusconi, portano dritti all’aggravamento della crisi». «A livello europeo è evidente che la speculazione avviene solo sui titoli di Stato europei, perchè la BCE presta soldi agli speculatori e non agli Stati. Quindi o si cambia o la speculazione continuerà». «Le manovre non servono a bloccare la speculazione, come si vede in queste settimane, ma unicamente a ridurre la massa salariale che c’è in giro». «Io penso che finisce male – ha concluso – perchè le politiche europee dettate dalla Merkel sono cattive e quelle che si presentano oggi sono recessive».

I Movimenti

INFOAUT
Mercoledì 23 Novembre 2011“E’ un aspetto esclusivamente “tecnico”?”Breve e non articolato sfogo sull’abuso del termine “tecnico” per indicare non solo il governo in carica ma anche il modo di agire dell’a.d. Marchionne nella sua manovra di disdetta dei contratti da gennaio 2012. Tacciato di “tecnicismo” (?) anche il procedere della CGIL che all’insediamento di Monti ha dato tutto il suo appoggio.
http://www.infoaut.org/index.php/blog/varie/item/3296-e%E2%80%99-un-aspetto-esclusivamente-tecnico
CONTROPIANO
Martedì 22 Novembre 2011 – “L’Europa accoglie Monti, e anche la recessione”
Considerazioni sui leader europei: Sarkozy e Merkel hanno destabilizzato l’eurozona più di Berlusconi ma sono riusciti ad ottenere fama di statisti a causa della contrapposizione con quest’ultimo. Monti ora è più affidabile, per i mercati, di tutti e due, ma l’Italia è ridotta male quanto a conti pubblici. Si fa notare che invece i conti privati nel nostro paese vanno a gonfie vele. Non solo l’Italia, però, deve fare i conti con la recessione: la Germania stessa, per esempio, ha visto negli ultimi mesi una produzione in calo nel forte settore metalmeccanico. Si mette in guardia dal porre in atto misure per ridurre la spesa pubblica, perché queste porterebbero all’avvio di un circolo vizioso di calo di domanda aggregata – calo di produzione – aumento della disoccupazione, sfociante in una situazione ancora più tragica.
Viene poi riportato un articolo di Giampaolo Galli (de LaVoce.info) intitolato per l’appunto “Recessione il vero incubo”.
http://www.contropiano.org/it/economia/item/4907-leuropa-accoglie-monti-e-anche-la-recessione
Giovedì 24 novembre 2011 – “L’Europa in un vicolo cieco”
Si evidenzia che il modello ideologico seguito nel costruire l’Unione europea è stato “a-politico”, nel senso che ci si è affidati totalmente alle leggi dell’economia e del “mercato aperto” per gestire i vari interessi coinvolti; questo modello ad oggi si è rivelato palesemente fallimentare. Si torna a parlare della BCE, a cui si invoca di attribuire il potere di essere prestatrice di ultima istanza degli Stati membri.
Viene riportato da “il manifesto”  l’articolo “Vicolo cieco” a firma Galapagos
http://www.contropiano.org/it/economia/item/4948-leuropa-in-un-vicolo-cieco
Giovedì 24 novembre 2011 – “E anche i Bund fanno flop” di Francesco Piccioni – Da “il Manifesto”
Si fanno delle considerazioni sul flop della vendita dei Bund di mercoledì scorso. Si fa notare come gli ordini verso il centro dell’Europa stiano crollando mentre quelli verso l’est (ecco l’effetto delle delocalizzazioni) crescono. Inizia a non reggere più la gerarchia imposta dalla Germania per cui essa stessa ordinava i lavori che avrebbero dovuto portare avanti i paesi “periferici”. Un occhio anche alla Cina, la quale non è esente da subire gli effetti della recessione europea.
Venerdì 25 Novembre 2011 – “Vertice a tre per restare fermi”
Si fa notare come sul Sole 24 Ore si centra bene il problema del dare la possibilità alla BCE di emettere denaro ed essere prestatore di ultima istanza: sarebbe comunque solo un frenare la speculazione in Europa per farla crescere da altre parti del mondo senza eliminare i problemi alla radice.
http://www.contropiano.org/it/news-politica/item/4968-vertice-a-tre-per-restare-fermi
Sabato 26 Novembre 2011 “Eurocrack. Le grandi banche si preparano”
Si ventila la disintegrazione dell’aera Euro: le banche stanno già preparandosi.
IL MEGAFONO QUOTIDIANO
21 novembre 2011 – “Il programma di Monti di Piero Maestri”
E’ ribadito quanto su queste colonne già antecedentemente esposto, e cioè che “bisogna considerare il governo Monti-Napolitano come governo politico, prodotto della scelta della maggioranza dei partiti istituzionali di provare a uscire dalla loro crisi e rispondere alle esigenze del capitale europeo attraverso un “temporaneo” affidamento delle responsabilità di governo a “tecnici””.Si preme sull’idea che far pagare a chi è stato derubato insieme a chi lo ha derubato non è equità bensì una truffa. Vengono brevemente commentati i principali punti del programma Monti. Interessante la nota su come ora viene considerato un obiettivo del risanamento l’amplissimo campo degli “organi elettivi”, sicuramente sfruttando tutta l’ondata di odio anti-casta e antipolitico che negli ultimi anni si è sviluppato nel Paese. Il problema è che si rischia di esautorare ancora di più la “base” strappando via ancora più spazi di democrazia e partecipazione della popolazione alle decisioni che la riguardano. http://www.ilmegafonoquotidiano.it/news/il-programma-di-monti
“Appello per un Audit pubblico sul debito”
Si riporta l’esempio dell’appello francese per lanciare anche in Italia una mobilitazione che abbia come obiettivo la creazione di una commissione di audit e vari collettivi territoriali per la sua promozione. Si rifiuta la retorica colpevolizzante dell’aver vissuto al di sopra delle nostre possibilità e si pone l’attenzione su certe “storture” più che vizi di fondo del sistema del finanziamento degli stati.
http://www.ilmegafonoquotidiano.it/news/appello-un-audit-pubblico-sul-debito

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