Fondo per lo studio – Fondo per il credito ai giovani

l’analisi del Collettivo808, scaricabile qui

Un libro sfugge alle mani di una giovane ragazza e sbattendo le sue pagine come ali di un leggiadra farfalla, s’invola. La ragazza precipitosamente lo segue, giù a capofitto per le scale un golfino al volo e l’occhio sempre al libro svolazzante. Dove va? Ecco siamo a Roma alla Sapienza, si siede sulle scale e il libro le si posa in grembo.

I tuoi studi continuano e tu? Non lo sapevi ma puoi continuare a studiare ancora e ancora, esiste un prestito garantito dallo stato che ti permette di completare la tua formazione e arrivare dove hai sempre sognato!

E’ del 25 luglio la pubblicazione sul sito1 del ministero della gioventù della notizia dell’attesissimo arrivo del: “Fondo per lo studio -”Fondo per il credito ai giovani” le righe sopra non sono la trascrizione di un sogno squallido ma di uno spot pubblicitario oltre che brutto anche ingannevole. Proviamo a fare un po’ di chiarezza:

Il fondo tecnicamente

Il fondo è stato creato nel luglio 2007 con una legge del governo Prodi (ministro delle politiche giovanili Melandri e dell’economia Padoa Schioppa) per la:

realizzazione di iniziative a carattere nazionale volte a favorire l’accesso al credito dei
giovani di eta’ compresa tra i diciotto ed i quaranta anni

il fondo aveva una dotazione iniziale di 10 milioni di euro a cui si aggiungono altri 10 milioni per il 2008 e 10 per il 2009. Su ciò scrive il nuovo ministro nel protocollo d’intesa con l’ABI

CONSIDERATO che pertanto la dotazione finanziaria del vigente decreto si compone di quanto residua dallo stanziamento già trasferito al Gestore di cui all’art.1, comma 4, del sopra citato decreto interministeriale del 6 dicembre 2007, per l’esercizio finanziario 2007, nonché di quanto impegnato contabilmente per l’esercizio finanziario 2008, per un totale di 20 milioni di euro, detratte le somme attualmente accantonate dal Gestore in conseguenza di crediti ammessi a garanzia, nonché le somme corrisposte e da corrispondersi al Gestore in ragione del servizio
prestato 2

Sul sito web3 dedicato al fondo dice però un totale di diciannove milioni di euro.
Visti i 30 ml iniziali e rimanenti 20 si può stimare che nel corso dei 4 anni di attività (sebbene in forme diverse) il fondo abbia fatto da garanzia, per i prestiti, per un ammontare complessivo di circa 100 ml di euro: infatti il decreto (sia quello del governo Prodi che quello attuale) con cui è stato disciplinato quanto previsto dalla legge4 che lo istituisce, prevede che, per ogni finanziamento erogato dagli istituti di credito, venga accantonata una somma pari al 10% del finanziamento.

Il decreto5 attuativo a firma del ministro della gioventù e del ministro dell’economia e delle finanze, pubblicato in gazzetta il primo febbraio 2011 abroga quello del governo Prodi del sei dicembre 2007 ricalcandolo in pieno, con alcune modifiche quantitative:
il finanziamento massimo erogabile passa da 10mila a 25mila euro, il fondo garantisce il 70% dell’esposizione sottostante il finanziamento erogato invece che il 50% in caso di insolvenza del “beneficiario”.
Nel decreto sono contenuti anche i criteri per l’ottenimento del finanziamento, per l’erogazione delle rate di finanziamento e per la riscossione di quelle di rimborso. Rispettivamente:
per l’ottenimento
–gli iscritti ad un corso di laurea triennale devono aver ottenuto almeno 75/100 come voto di diploma in una scuola superiore italiana6.
–gli iscritti alla specialistica o ad un master devono aver conseguito almeno 100/110 come voto di laurea triennale
–essere iscritto ad un corso di lingue di durata non inferiore a sei mesi, riconosciuto da un “Ente Certificatore”.
Per l’erogazione
–da tremila a cinquemila euro per ogni rata annuale cumulabili fino ad un massimo di 25mila euro
–verifica annuale dell’iscrizione all’anno successivo e della regolarità dei pagamenti delle tasse universitarie
per la riscossione
–dal trentesimo mese successivo all’erogazione dell’ultima rata inizia il rimborso da effettuarsi in un periodo di tempo che va dai 3 ai 15 anni.
–al finanziamento si applica un tasso di interesse che, dice il protocollo d’intesa7 fra ministero e banche non stabilisce (è in bianco sul modulo di adesione per le banche):
le condizioni economiche dei finanziamenti e le modalità di restituzione dei finanziamenti sono offerte dalle banche al meglio delle proprie possibilità, tenendo conto della presenza della garanzia pubblica.

A verifica dei criteri, a gestione delle quote di garanzia accantonate, nonché del pagamento della garanzia agli istituti di credito e della loro regolarità, è posto il Consap che come gestore del fondo si fa intermediario e responsabile delle verifiche sull’affidabilità dei “beneficiari”.
I finanziatori in caso di insolvenza, possono richiedere, passati 60+90 giorni dall’ultima rata non corrisposta, l’intervento del fondo che entro 15 giorni deve pagare il 70% di quanto ancora dovuto interessi compresi. Nonostante ciò viene fatta salva per le banche la possibilità di:
avviare, a proprie spese, la procedura per il recupero della quota del credito e degli accessori non garantita dal Fondo nel rispetto dei limiti di legge.
Quindi il malcapitato “beneficiario” rischia ad ogni modo, tutte le conseguenze di un mancato rimborso del prestito (pignoramenti,intervento dell’autorità giudiziaria, etc.).

Il fondo è quindi un semplice incentivo per le banche a concedere finanziamenti senza doversi preoccupare di verificare le garanzie dei richiedenti. Nei fatti non pone nessuna tutela particolare ai giovani debitori rispetto ad un qualsiasi altro prestito, non essendovi limitazione alcuna ai tassi d’interesse e protezione in caso di insolvenza.

Ma facciamo un po’ di calcoli:
Stando all’entità del fondo stanziato e alle regole imposte dal decreto legge significa che verrà assegnata circa una borsa ogni 180 studenti, universitari, per un totale di circa 10.000 borse in tutta Italia a fronte di una “popolazione” di iscritti poco oltre il 1,8 milioni.
Facciamo un esempio: nel nostro ateneo Padovano (ritenuto un mega ateneo essendo oltre i 40 000 iscritti) saranno concessi al massimo, considerando 70 000 iscritti, tra i 350 e i 400 prestiti, in linea con il 0,2% di media su tutto il territorio italiano

L’ideologia del fondo

Le citazioni che seguono sono alcuni dei passaggi chiave contenuti nel “protocollo di intesa”8 del 18 maggio 2011

L’inclusione finanziaria è fattore ormai unanimemente riconosciuto come primario per il raggiungimento di una piena inclusione sociale.
Per i giovani riveste grande importanza l’opportunità di accedere al credito bancario così da affrontare autonomamente il percorso formativo, e, successivamente, entrare nel mondo del lavoro.
Il nesso fra inclusione sociale e inclusione(?) finanziaria, ci rimane largamente ignoto, a meno che come inclusione sociale non si intenda una serie di vincoli di natura economica, fortemente coercitivi, che obbligano ad una vita strettamente vincolata e ricattata dalla necessità di un lavoro a qualsiasi condizione per poter ripagare il proprio debito. E laddove il lavoro viene trovato, la ricattabilità del debitore, ossia il neolaureato precario, sul posto di lavoro diventa massima.
Se servisse sottolinearlo, i prestiti saranno richiesti da chi, anche a causa della diminuzione delle borse di studio,dell’aumento delle tasse universitarie e dei trasporti pubblici, ne necessita per poter frequentare l’università.
Nessun criterio di necessità è usato in questo fondo, l’unico criterio di giustizia è delegato all’idolatrato merito, che è solito premiare chi già gode dello sfruttamento dei pochi sui più.
Per poter affrontare autonomamente il percorso formativo, sostiene il ministro, ha grande importanza la possibilità di disporre di un prestito, ci pare evidente il contenuto politico di questa affermazione; contemporaneamente si rinuncia alla possibilità di un istruzione universitaria garantita a tutti senza vincoli di tipo economico e la si subordina in modo irrevocabile alle “necessità” produttive, unica possibilità se si vuole avere almeno la speranza di poter restituire il debito.
Siamo d’accordo se si parla di necessità di affrontare il percorso formativo autonomamente, rispetto alle dipendenze economiche da altri, però certo non si realizza diventando dipendenti da una banca.
Riteniamo che l’acceso all’istruzione di ogni ordine e grado debba essere garantita universalmente a prescindere dalle condizioni economiche e questo oggi deve passare anche attraverso politiche di sostegno al diritto allo studio, tramite l’implemento delle case per lo studente, le mense, con politiche di controllo sugli affitti, sulle bollette, sui trasporti pubblici e per finire una regolamentazione del costo dei libri di testo. Quanto detto non è altro che l’ottenimento di quelli che sono già nostri diritti, ma riteniamo necessaria la riappropriazione di quegli spazi che ci consentano di sviluppare dei percorsi di vita universitari altri da quelli imposti, che lascino a noi decidere cosa e come studiare.
Un tipo di istruzione che immaginiamo diversa da quella fornita oggi allo “studente consumatore”, che ingolla pastiglie con stampato il numero di crediti, senza sapere a cosa gli servono realmente, senza sviluppare un senso critico ma solo seguendo la vertiginosa logica dell’“imparare ad imparare”, non sarà pienamente possibile nelle regole che governano il nostro studio oggi, devono cambiare le logiche economiche che stanno dietro all’università odierna, deve essere ribaltato questo sistema.
Indebitare i più giovani fa pienamente parte dell’ideologia del libero mercato.
Mercato che non ha interesse a produrre sapere ma merci e debitori.
L’ideologia che fa del merito (? il successo economico) l’unico parametro di valutazione e che sul debito e sulla ricattabilità costruisce la propria idea di sviluppo che in anni di crisi come quelli che stiamo vivendo, data anche dai debiti altissimi contratti in paesi dove sistemi di impoverimento sociale come questo sono all’ordine del giorno.

A cosa serve? A chi serve?

E’ dunque necessario sviluppare ed incrementare quelle politiche in favore dei giovani per favorire l’accesso al credito da parte di studenti universitari e neolaureati al fine dell’apprendimento e approfondimento di percorsi professionali e lavorativi.

I tagli al fondo di finanziamento ordinario dell’università che scatenarono le proteste del 2008, hanno fortemente ridotto le disponibilità delle università, che oltre a tagliare servizi interni hanno aumentato anche significativamente i contributi studenteschi. La diminuzione repentina e concomitante con la riforma Gelmini dei fondi per il diritto allo studio, stanno rendendo e renderanno l’università mano a mano sempre più difficilmente accessibile. Si vanno inoltre delineando due canali differenti uno per la formazione della classe dirigente (atenei di eccellenza o privati, molto costosi) e uno per la formazione di una categoria di tecnici esperti a vario titolo con competenze specialistiche e parcellizzate oltre che acritiche. Le cose sono evidentemente complementari, da un lato si costringe i più ad acquisire strumenti scarsi e spendibili sul mercato del lavoro solo accettando condizioni precarie, subordinate e ipersfruttate dall’altro li si costringe ad accettarle senza fiatare per poter restituire i venticinquemila euro generosamente concessi dalle banche.
Queste manovre si inseriscono in un contesto sociale sempre più in difficoltà in cui il paracadute rappresentato dei risparmi delle generazioni precedenti, va bucherellandosi.
Il governo e i grandi capitali continuano qui come altrove a proporre come soluzione, quella che è una soluzione solo per il capitalismo e chi ne spartisce i vantaggi; per cercare di mantenere la profittabilità si estendono gli ambiti del mercato (privatizzazioni e mercificazioni di beni vitali) e si incrementa lo sfruttamento del lavoro, attaccando tutte le conquiste del passato e puntando sugli strumenti che si vanno affermando da una ventina d’anni, coadiuvati da un’ideologia resa di massa.

Giovani: segmento cruciale

I giovani hanno spesso con il mondo bancario relazioni poco significative e mediate da terzi, rappresentando dunque un segmento di clientela cruciale per la promozione dell’inclusione finanziaria.

Clientela! Indubbiamente clientela appetitosa per le banche e imprenditori che attraverso “l’inclusione finanziaria” sosterranno i propri profitti, le banche riscuotendo gli interessi su quanto prestato e le imprese potranno garantirsi lavoratori altamente specializzati (profondi conoscitori di informazioni preconfezionate), ma fortemente ricattabili e per ciò facilmente controllabili e maggiormente sfruttabili. Tutto ciò sembra davvero necessario al capitalismo nostrano ed internazionale, che su politiche di questo genere insiste quotidianamente, privatizzazioni, aumento degli ambiti di mercato (come l’aqua), diminuzioni delle garanzie sociali in particolare della sanità pubblica, da sopperire con il credito che conduce a lidi di pace sociale e lenta morte. Per noi soli, naturalmente.

APPENDICE _ A

Gli attori di questo teatrino propagandistico-speculativo:

Il ministro della gioventù: Giorgia Meloni

Nasce a Roma il 15 febbraio 1977 alla Garbatella (come ci tiene a specificare anche dall’indirizzo del suo blog9) e come si legge dalla scheda ufficiale del governo italiano, si diploma in lingue nel 1996 e dieci anni dopo diventa giornalista professionista. Nel frattempo, in mancanza di politiche giovanili serie, come quelle che promuove, si iscrive al fronte della gioventù fondando il coordinamento gli antenati. Passa poi ad azione studentesca per approdare ad alleanza nazionale. Entra nel 2002 alla provincia di Roma per poi fare da vicepresidente alla camera dei deputati (2006/2008 governo Prodi). Ora, dopo aver cambiato il nome del ministero a cui fa capo, da “ministero per le politiche giovanili e le attività sportive” a “ministero per la gioventù” che ha più odor di ventennio, rimane una fascista che finanzia e sostiene gruppi più o meno impresentabili come casapound ma con “un rapporto sereno con il fascismo”.

I finanziatori

I finanziatori sono le banche, istituti di strozzini più o meno conosciuti . Non è dato sapere, al 5 ottobre 2011, le condizioni economiche con le quali questi nobili istituti di credito daranno in prestito i soldi. Esiste infatti un protocollo di intesa10 tra Dipartimento e Associazione Bancaria Italiana (ABI) del 18 maggio 2011 dove è previsto che ogni istituto eroghi crediti entro dei limiti ma non sono specificati.
Abbiamo provato a contattare degli istituti di credito, tra quelli indicati dal sito apposito, ma non abbiamo ricevuto risposta, ancora a loro, a quanto pare, non risulta questo tipo di finanziamento.

Ad oggi (5 ottobre 2011) i soggetti finanziatori sono11:

Banca Credito Cooperativo di Monte Pruno di Roscigno e Laurino (SA)
Banca Popolare S. Angelo
Banca Popolare Lajatico
UNICREDIT S.p.A.
BANCA SELLA; BANCA SELLA NORD EST
BANCO POPOLARE S.C. e le seguenti Banche del Gruppo:
Banca Popolare di Verona San Geminiano e San Prospero; Banca Popolare di Lodi S.p.A.; Banca Popolare di Novara S.p.A.; Cassa di Risparmio di Lucca, Pisa, Livorno S.p.A.; Credito Bergamasco S.p.A.; Banca Popolare di Crema S.p.A.; Banca Popolare di Cremona S.p.A.;
BANCA CREDITO COOPERATIVO Ostra Vetere
BANCA DI PIACENZA

APPENDICE _ B

Il fondo per il merito

Il fondo per il merito è stato istituito dall’artico 4 della riforma Gelmini (legge 240/10), nel maggio di quest’anno con un decreto è stata creata la Fondazione per il Merito, un ente di diritto privato che si occuperà della gestione del fondo (attualmente 9ml). Lo statuto della fondazione non è ancora scritto vi sono però degli interessanti documenti12, da cui si possono vedere i caratteri fondamentali che caratterizzeranno le fondazione.
Garanzia per prestiti: ebbene anche questo fondo, istituito dal MIUR (università e ricerca), che con il ministro delle finanze ha di fatto eliminato le borse di studio (da poco più di 500ml a 12ml), sarà destinato principalmente a fare da garanzia a prestiti erogati dalla cassa depositi e prestiti.
Potranno accedere a questa garanzia con la speranza di non dover poi restituire tutto il prestito (“eccellenze ex-post”) gli studenti diplomatisi con un voto maggiore di 80/100 e selezionati nel “club dei migliori” attraverso un test nazionale, a pagamento, che escluderà qualsiasi valutazione di reddito.
La fondazione sarà “partnership virtuosa tra pubblico e privato ” i privati potranno infatti efettuare una “donazione” al fondo (nelle stime del ministero si dovrebbero raccogliere 90ml), che gli consentirebbe di avere un peso decisionale di indirizzo geografico e/o di ambito di studio per la quota da loro dedicata e parteciperanno al comitato scientifico. I vantaggi per i finanziatori privati (permanentemente dato che i soldi del fondo non vengono usati ma sono di garanzia) saranno
Concretamente, un’impresa potrà avere l’opportunità di scegliere quali percorsi di studio sostenere e su quali territori indirizzare le risorse apportate. La partecipazione alla Fondazione determina alcuni vantaggi economici concreti per le imprese. In primo luogo, le aziende che apporteranno erogazioni liberali al patrimonio della Fondazione potranno dedurre fiscalmente tali contributi ai sensi dell’articolo 100,
comma 2, lettera a) del TUIR .
In secondo luogo, fruiranno di ovvi ritorni reputazionali dovuti alla partecipazione ad un’iniziativa a elevata rilevanza istituzionale e impatto mediatico e, conseguentemente, di una riduzione dei costi di marketing.
In terzo luogo, beneficeranno di una riduzione dei costi di selezione e formazione del personale. Infatti, poiché le imprese potranno selezionare quali percorsi di studio sostenere, gli studenti supportati potranno partecipare a percorsi di stage o internship ed essere assunti dalle stesse.

Il primo test è previsto per l’estate prossima, per i maturati 2012.

NOTE:

2 Dove il gestore è la rottamatrice CONSAP s.p.a. Società per azioni di proprietà pubblica che si occupa di gestione dei fondi (come quello per i morti sulla strada) e dismissione del patrimonio immobiliare dell’INA dal 1993. Ne è amministratore delegato il prof. Mauro Masi, ex Direttore Generale della Rai carica dalla quale si è dimesso per diventare amm. Delegato Consap e perché attualmente indagato per la cosiddetta P4.

4Legge 3 agosto 2007, n. 127 ,Articolo 15 comma 6

5Decreto 19 novembre 2010

6 Il decreto recita: Il diploma di scuola superiore deve essere conseguito presso: una scuola italiana, pubblica o privata, autorizzata dal MIUR a rilasciare titoli di studio aventi valore legale in Italia;una scuola straniera autorizzata dal MIUR all’apertura di una succursale dell’istituto straniero in Italia e abilitata a rilasciare titoli di studio aventi valore legale in Italia. . Ci vien da pensare che il giovane ministro non riesca proprio a nascondere la sua connotazione nazionalistica, neppure quando fa un decreto per spingere i giovani ad indebitarsi.

7Protoccollo di intesa fra il ministero della gioventù e l’ABI (associazione bancaria italiana) del 18.5.2011

9http://giorgiameloni.garbatella.it/ uno dei pochi siti personali dei politici con la pubblicità di google. Probabilmente l’ha messa per arrotondare il misero stipendio.

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